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Amore di cuore, di pancia, di testa

Procreare uno o più figli è un assoluto atto d’amore in cui si trasforma la propria esistenza individuale in una accogliente proiezione verso un altro simile che si ama da subito aldilà di tutto, dando vita a un infante per il quale ci si sacrifica e per cui si vive di fiducia, di attese, di preghiere confortanti e consolanti affinché tutto vada come speranza vorrebbe.

Ma l’esistenza ci insegna che spesso si affrontano più ostacoli imprevisti che libere discese, e dunque può capitare che i figli assai desiderati non giungano per vari motivi e si possa fare una eccezionale scelta d’amore: adottare o accogliere in affido temporaneo uno o più bambini.

Si dice che i figli sono di chi li ama e li cresce, ed in effetti di fronte a situazioni famigliari scomode o tragiche, spesso essi sono amati da chi affiliazione di sangue non ne possiede, ma dedica comunque amore puro ad essi.

Credo che sia un assoluto atto d’amore, ed è doveroso un grande rispetto e un’altissima considerazione per coloro i quali decidono di accogliere in casa un figlio in regime di affido, sapendo bene che non sarà per sempre ma che si tratterà di accompagnarlo per un tratto della sua vita, lungo o meno, finché eventualmente il suo nucleo famigliare originale non si sia ristabilizzato o comunque finché ne necessiti, con la consapevolezza di lasciarlo libero di tornare alle sue origini.

La consapevolezza di accettare un figlio spesso adultizzato da esperienze famigliari errate, con tutto il suo bagaglio emotivo complicato, amarlo di un amore che comprende affetto ma anche responsabilità, problemi, pensieri, adattamenti e paure, credo sia una tra le più alte forme di amore che si possano provare.

Non è certamente un facile vissuto e credo per ognuna delle parti coinvolte, ma non è forse vero che le migliori e maggiormente gratificanti esperienze della vita hanno comunque un risvolto costoso a livello emotivo, sociale, economico?

Si adotta per dare una famiglia e un futuro a una creatura a cui già il mondo ha destinato non lievi difficoltà emotive e familiari.

Non ci saranno somiglianze fisiche o geni ereditati, ma ci sarà una dimora in comune in cui moltiplicare amore e condividere esperienze.

I figli possono essere di pancia o di carte bollate, ma la sola essenzialità è che siano figli di cuore.

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